
Parlare oggi a Cremona degli allestimenti del Premio Cremona e del Palazzo dell’Arte significa proporre un argomento che si ritiene ampiamente conosciuto e studiato. Una storia conosciuta, si direbbe. Ma forse in realtà sarebbe più esatto dire che lo è solo in parte perché, soprattutto dal punto di vista archivistico, la ricerca è sempre in grado di proporre qualche nuovo elemento che arricchisce quanto già noto, che risveglia nel sentire comune l’interesse per il patrimonio architettonico di Cremona e per la volontà di difendere e rafforzare la sua identità.
Nell’occasione di questa esposizione si sono affiancate competenze ed esperienze di diversa natura, ossia archivistica, architettonica, artistica, storica, che si sono integrate reciprocamente per tracciare un percorso comune utile a meglio documentare e valorizzare alcuni aspetti del nostro passato. La mostra e il relativo catalogo sono stai curati, oltre che dall’Archivio di Stato, da Annamaria Melati e Enrico Maria Ferrari. Ai materiali conservati in Archivio sono stati affiancati documenti provenienti da: Collezione Fazioli, Comune di Cremona; Fondo Fazioli, Archivio di Etnografia e Storia Sociale, Regione Lombardia. Sono esposti anche alcuni pezzi di arte applicata gentilmente concessi dalla collezione privata Forme del Novecento, Brescia. Inoltre un particolare ringraziamento all'Istituto Credito Padano e all'Ordine degli Architetti di Cremona per aver sostenuto e permesso questa manifestazione.
La documentazione archivistica restituisce materiale in grado di testimoniare il cammino di progettazione dei diversi spazi che dovevano essere riservati agli allestimenti espositivi delle prime edizioni del “Premio Cremona” (Palazzo Cittanova, Palazzo Affaitati), ma soprattutto l’ideazione di un nuovo palazzo concepito come spazio espositivo al cui interno potessero trovare attuazione gli eventi artistici cremonesi tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta del secolo scorso: ciò che poi non avvenne, almeno non nel senso dell’iniziale destinazione alla funzione di contenitore del “Premio Cremona”.
In quest’ottica l‘obiettivo che si è cercato di realizzare è creare una sinergia fra discipline che solo apparentemente sono distanti, quali l’archivistica e l’architettura e più in generale l’arte, che hanno creato congiunture utili a nuovi sviluppi nel recupero di tutta quella documentazione che, sotto molteplici e diversificati punti di vista, si riferisce al Palazzo dell’Arte e di contribuire al contempo al suo inserimento nell’evoluzione del quadro urbanistico della città nei diversi momenti storici. L’Archivio di Stato, nella sua qualità di Istituto deputato alla conservazione della memoria storica di Cremona e del suo territorio, ha il dovere di ripensare l’immagine e la funzione della cultura e lo può fare creando un ambiente di condivisione dei propri spazi e dei propri materiali per far sì che l’uno e gli altri siano percepiti come bene comune di tutti, e perché tutti si sentano coinvolti nella partecipazione attiva alla vita culturale e soprattutto alla presa di coscienza del valore che è sotteso all’enorme eredità culturale che l’Archivio è chiamato a custodire sì, ma anche a far conoscere. Una tutela, cioè, non concepita come protezione passiva, ma in senso attivo, dinamico, funzionale alla possibilità, alla quale tutti hanno diritto, di godere pienamente di questi beni.
Con l’auspicio che l’accesso a queste fonti e la loro analisi permettano di accrescere la consapevolezza del valore della storia di Cremona e di quanto è sotteso all’architettura del Novecento, patrimonio che in ogni caso vale la pena di rivalutare per arrivare a valorizzarlo nella giusta dimensione.

Cremona - Terzo Premio Cremona - Palazzo Affaitati, Dipinti in mostra. Foto Fazioli, 1941. Archivio di Etnografia e Storia Sociale, Regione Lombardia.
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